Il bagno è l’ambiente domestico della calma e della contemplazione, lo spazio che più di ogni altro è progettato a misura della persona, per fruirne in solitudine. Privato per necessità, è il luogo dedicato ai nostri piccoli rituali quotidiani attraverso cui ci rinnoviamo e ristoriamo; fuori dal contesto, è il posto dove fermarsi e riflettere, per sfuggire al vortice della vita moderna.
 
Ma non è sempre stato così. Le Corbusier - nel suo Manuale dell’abitazione, pubblicata nel 1923 – ha immaginato un bagno, con finestre su ogni parete, al posto del salotto, celebrando piuttosto che nascondendo l'uso di questo spazio: “Esigete un bagno in piena luce e sia una delle più grandi stanze dell'appartamento, il vecchio salotto ad esempio”.

Il nostro approccio al bagno è innovazione volta a creare un'atmosfera di calma e riflessione.
L’esaltazione dell'antica memoria della pietra naturale, il richiamo alle immense pressioni morfologiche che lo hanno generato impresse per sempre nelle sue venature e nelle variazioni cromatiche uniche ed irripetibili, ci ricordano di considerare la vita in un contesto più ampio, meno immediato per prenderci delle pause.

 
 
 

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